Coinvolgere l’olfatto nelle esperienze VR per un nuovo livello di immersività

Rendere le esperienze VR sempre più immersive e coinvolgenti per catturare l’utilizzatore e fagli dimenticare di essere all’interno di una stanza, questa è la vera sfida che l’intero settore sta affrontando.

Per raggiungere questo obiettivo, i ricercatori hanno fatto grandi passi in avanti nella manipolazione dei sensi dell’essere umano ma sono ancora molti gli scogli da superare. Infatti, mentre per vista, tatto e udito si può dire di essere giunti ad un livello soddisfacente, l’olfatto non riesce ancora ad essere coinvolto per mancanza di supporti e accessori davvero efficaci.

L’olfatto è un elemento molto importante per sentirsi completamente integrati in un ambiente poiché esso è collegato ad una parte delicata del nostro cervello, l’amigdala, che è quella che gestisce i nostri sentimenti (in particolar modo la paura), ragione che rende gli odori particolarmente suggestivi e in grado di riportare alla mente emozioni e ricordi. Chi non prova determinate sensazioni legate ad alcune fragranze?

La difficoltà di completare gli ambienti digitali con input olfattivi sta essenzialmente nelle modalità di somministrazione degli odori e il loro coordinamento con quanto ‘vissuto’ nel visore. Infatti, disperdere nell’ambiente circostante le fragranze le rende di difficile gestione, si disperdono e si rischia di creare un miscuglio capace di distogliere l’attenzione sull’esperienza VR del soggetto. Inoltre ogni odore deve essere presente in determinati momenti, per poi sparire istantaneamente al variare del contesto.

Numerosi tentativi sono stati fatti creando dispositivi da agganciare al visore in grado di rilasciare i corretti odori per ciascun momento, ma ‘caricare’ gli headset di un ulteriore peso va contro le recenti tendenze che li vogliono sempre più leggeri, ergonomici e meno ingombranti. Riportato nel video sopra un esperimento molto interessante che integra l’Oculus con un dispositivo che all’apparenza sembra avere un impatto ridotto sul comfort del soggetto. Tuttavia la strada sembra ancora lunga e non sembrano esserci all’orizzonte soluzioni definitive.

A complicare ulteriormente il quadro vi è la diversa percezione che ogni individuo ha degli odori, le emozioni che creano sono soggettive e coordinarle con l’esperienza visiva sarà sicuramente una questione che terrà banco nei prossimi anni.

 

 

[Fonte: http://www.uploadvr.com]

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