Ecco come la realtà aumentata rivoluziona l’agroalimentare

Etichette parlanti, giochi e video: sono solo alcune delle applicazioni della realtà aumentata nel settore dell’agroalimentare. Le confezioni di molti prodotti prendono vita nello smartphone grazie alla tecnologia e ridisegnano il marketing per le aziende attive nel settore.

La realtà aumentata è un arricchimento della nostra percezione resa possibile dalla tecnologia. Secondo i guru del marketing, ha potenzialità enormi: permette infatti di ottenere esperienze immersive altrimenti non realizzabili.

L’azienda statunitense Wise Snacks ha stretto una partnership con la squadra di baseball newyorkese Mets per poter usare il loro brand. Davanti allo scaffale del supermercato il consumatore può inquadrare il pacchetto di patatine e giocare a baseball con un lanciatore virtuale. Al termine della partita si possono inserire i propri dati ed essere inseriti in una classifica.

La marca britannica di sidro Blumers ha invece realizzato una campagna di comunicazione nei locali sfruttando l’AR. Il sottobicchiere di una pinta, se inquadrato dalla fotocamera dello smartphone, dà informazioni su come servire il sidro.

 

Nestlé ha invece realizzato delle scatole di cereali legate all’uscita del film di animazione “Arthur e il popolo dei Minimei”, che se inquadrate da un tablet o da uno smartphone permettono di giocare con il personaggio del film ad un gioco di abilità.

Mentre la famosissima marca di ketchup Heinz ha sfruttato la realtà aumentata per rendere disponibili ricette e suggerimenti sull’uso delle proprie salse al consumatore che inquadra con lo smartphone l’etichetta della bottiglia.

 

Ma le possibilità sono infinite. Basti pensare alla ristorazione. Siete seduti davanti al menu, inquadrate il piatto che vi sembra interessante e potete vedere come viene prodotto, quali sono gli ingredienti utilizzati o gli allergeni. Il problema più grosso da superare, per ora, è capire come integrare la realtà aumentata nelle strategie di brand in modo che l’esperienza che il consumatore vive non sia solo interessante, ma che contribuisca anche a creare valore per la marca e spingere il consumatore all’acquisto.

 

[fonte:thefoodmakers.startupitalia]

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