Realtà Virtuale e Aumentata, nuove strade nell’autismo

La Realtà Virtuale e la Realtà Aumentata possono fornire un supporto concreto alle persone autistiche?  Alcuni recenti studi scientifici hanno mostrato miglioramenti nelle capacità sociali da parte di alcuni adolescenti con l’autismo dopo l’utilizzo delle tecnologie avanzate ma il numero limitato di persone sulle quali sono stati condotti gli esperimenti ancora non permette di accertarne la validità scientifica. Il MIUR ci crede e ha lanciato una sfida, aprendo un bando pubblico per la realizzazione di un Progetto e sviluppo di applicazioni innovative di Realtà Virtuale e Aumentata per soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico del valore di 3.876.731,92 euro.

“L’autismo è un disturbo del neurosviluppo, probabilmente con basi genetiche e neurologiche – spiega la dottoressa Simona Ravera, psicologa e psicoterapeuta, esperta dei casi di autismo, presidente della cooperativa Nuova Cascina Bianca – Non è ancora nota quale sia la causa ma sicuramente ci sono più fattori e negli ultimi anni è stato riscontrato un aumento oggettivo dei casi. I bambini con autismo presentano un certo distacco dalle relazioni sociali: non hanno un contatto visivo, non rispondono al nome, non riescono a giocare con gli altri bambini, tanti di loro hanno una compromissione sull’apprendimento del linguaggio. Sono bambini che vengono definiti deficitari delle capacità di intersoggettività, ossia della capacità che ogni essere umano ha di poter riconoscere nell’altro un elemento della relazione. Un’altra caratteristica evidente di queste persone è la presenza di comportamenti stereotipati (definiti stereotipie), insieme alla difficoltà per moltissimi di loro di integrare e gestire gli stimoli che provengono dall’ambiente.”

Realtà Virtuale e Aumentata rappresentano la nuova sfida per supportare negli interventi terapeutici le persone con autismo. La simulazione di contesti di vita quotidiana sembra essere efficace per migliorare l’inserimento sociale di queste persone. Lo spiega bene lo stesso MIUR nelle specifiche tecniche del bando:

La realtà virtuale rappresenta esperienze di vita reale in modo sicuro e controllabile, consentendo di ripetere più volte l’intervento.  Tale versatilità nella creazione degli ambienti virtuali e l’eliminazione di quei fattori di stress comuni nelle interazioni faccia a faccia suggeriscono che la VR può risultare più efficace nel migliorare la capacità di interazione e le abilità nei rapporti sociali di altre metodologie.

Non ci sono ancora validazioni scientifiche ma negli ambiti di intervento di educazione comportamentale, la tecnologia avanzata può aprire un nuovo scenario, tenendo sempre conto che ogni progetto è calato sull’individuo.

“La Realtà Virtuale, forse ancora di più della Realtà Aumentata, può fornire degli ambienti in cui questi bambini possono trovare una serie di rinforzi per l’apprendimento e per la comunicazione; quindi può diventare un valido strumento – spiega Marco Sacco, Head of Division Enterprise Engineering and Virtual Application dell’Institute of Industrial Technologies and Automation – National Research Council of Italy e presidente dell’EuroVR –  Il vantaggio dell’ambiente virtuale è che può essere ‘vissuto’ e quindi ci si può interagire; essendo digitale c’è la possibilità di creare diversi scenari in cui si possono inserire per esempio tutte quelle informazioni che rendono l’ambiente più sereno per una persona che ha dei problemi di autismo; si possono aggiungere tutti quei fattori che migliorano la percezione, la comunicazione e l’apprendimento e togliere invece tutti quelli che possono essere di disturbo. È quindi possibile modellare l’ambiente affinché si adatti alle necessità dell’utente.”

La Realtà Virtuale, insomma, può essere d’aiuto nei casi di autismo ma anche in una serie di altre patologie. È chiaro però che gli ambienti virtuali devono essere progettati dagli esperti, anche per non incorrere nel rischio della Virtual Reality sickness, quella sensazione di malessere e di nausea che per esempio può capitare di provare se si soffre l’auto.

La gara del MIUR è finalizzata alla creazione di soluzioni innovative in tema di applicazioni basate sulle specificità delle tecnologie della Realtà Virtuale e della Realtà Aumentata per soggetti autistici. La sfida consiste appunto nella sperimentazione degli approcci tecnologici applicati alla condizione dello spettro autistico. Un’occasione che permetterà di aprire nuove strade per supportare nel modo più efficace i ragazzi con il disturbo dell’autismo.

 

[Fonte: startupitalia]

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