Chiude Project Tango, il programma per la realtà aumentata di Google

Lanciato nel 2014, il Project Tango sarebbe dovuto servire a portare il mondo della realtà aumentata tra le mani di tutti. Il programma consisteva nel realizzare (in collaborazione) con produttori scelti) una serie di smartphone dotati di sensori speciali, perfetti per questo tipo di applicazioni; con il tempo la tecnologia a bordo di questi gadget si sarebbe affinata rendendola abbordabile e facile da integrare su smartphone di più ampia diffusione. Qualcosa nel percorso però è andato terribilmente storto: dopo tre anni passati a tentare di far decollare il progetto, Google ha infatti annunciato che a marzo del 2018 chiuderà i battenti.

Dall’avvio di Project Tango sono stati solo due i dispositivi immessi sul mercato dotati della certificazione di Google: l’ingombrante Phab 2 Pro prodotto dalla cinese Lenovo a fine 2016 e lo ZenFone AR di Asus, uscito pochi mesi più tardi.

Nessuno dei due gadget è stato un campione di vendite, ma non è questo probabilmente che ha scoraggiato Google: la casa di Mountain View infatti utilizzerà i risultati conseguiti nell’ambito del programma Tango all’interno di ARCore, una piattaforma per la realtà aumentata annunciata ad agosto di quest’anno, basata su hardware meno specifico e dunque compatibile con un alto numero di dispositivi.

ARCore non utilizza speciali sensori di prossimità per percepire i dintorni in tre dimensioni, né per calcolare la posizione dello smartphone nello spazio; i dati utilizzati arrivano esclusivamente dalle fotocamere e dagli accelerometri del dispositivo e sono elaborati dai sempre più potenti processori a bordo degli smartphone attuali. È lo stesso approccio adottato da Apple per la sua piattaforma ARKit inaugurata su iOS 11, meno complessa da adottare per chi produce i telefoni. Google però è in svantaggio: gli sviluppatori che gravitano attorno all’ecosistema iOS in effetti stanno già lavorando alacremente su app in realtà aumentata di ogni tipo e genere, mentre su Android gli unici dispositivi pronti a lavorare con ARCore al momento sono gli smartphone Pixel prodotti da Google. In un certo senso bene dunque l’addio a Project Tango, sperando però che con le risorse rimaste a disposizione gli ingegneri Google riescano a imprimere una bella accelerata all’universo ARCore.

 

[fonte:wired]

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