Oculus VR contro la visione odierna della realtà virtuale

In un’era colma d’innovazioni che stanno spingendo la VR verso nuovi orizzonti, la tecnologia sta costantemente invadendo ogni campo della società moderna. I visori stanno entrando nella vita di moltissimi appassionati, come se avessimo la necessità di cercare un rifugio creativo, libero e meno stretto dalla realtà. Ciononostante, da qualunque prospettiva volessimo analizzare la sua diffusione, la VR non riuscirebbe comunque ad avere una familiarità tale da uscire dalla sua nicchia di fruitori, sebbene tenti (e tenterà) di diramarsi in vari ambiti. Ma qual è il vero punto di forza di questa nuova realtà? Sicuramente, l’entusiasmo che coinvolge e cattura gli utenti più curiosi e fiduciosi riguardo le nuove tecnologie. Vi è comunque un freno a questo, dettato da prodotti che, seppur in gran competizione sul mercato, non sono alla portata di tutti. Sia i visori che le piattaforme di gioco dividono infatti la community di giocatori, talvolta scoraggiando anche i utenti che, a fronte di queste spese, possono trovare un ostacolo non da poco. Conoscendo queste problematiche, andiamo ad osservare verso quale fine è orientato il mercato secondo Oculus VR.

Sebbene il lavoro dei VR spazi tra ambienti molto vari tra di loro, ci sarà sempre una sorta di cono d’ombra che verrà riscontrato dal grande pubblico. Questa situazione è dovuta dalla grande ed eccessiva presenza di prodotti riservati esclusivamente ai giocatori; i quali, seppur rappresentino la nicchia preponderante delle vendite, risultano comunque essere una minoranza, a causa della vastità degli ambienti che ha raggiunto la realtà virtuale. Proprio per questo motivo, l’Head of Experiences di Oculus VRColum Slevin, si è interrogato sul futuro del visore, ragionando attivamente sul problema e promuovendo una nuova campagna di marketing che ha come protagonista la parola diversità. Questo è un termine che punta ad un approccio totalmente diverso con la community, la quale avrà la possibilità di trovare conforto in stili e prodotti diversi presentati sul visore nel corso del 2018, sottolineando così la necessità di un catalogo vario e ricco di esperienze diverse. Il vero potere, che in questo caso dà ai creatori l’opportunità di smuovere le masse, è quello di concentrarsi sull’interattività, rapportata alle esperienze che l’utente, seppur lontano dal gaming, potrà godere indossando un visore. Certo, dalle parole ai fatti vi è sempre un divario enorme, ma i piani di Oculus VR paiono più promettenti che mai per il futuro della realtà virtuale.

 

[fonte: vrgamer.it]

 

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