HTC Vive Focus: il visore VR standalone provato al MWC 2018

HTC sta presentando questa settimana al MWC 2018 il suo nuovo Vive Focus, il visore standalone lanciato in Cina e prossimo probabilmente ad un rilascio internazionale.
L’azienda ha riferito che il Vive Focus si posiziona nella fascia alta dei nuovi visori standalone. Naturalmente, a caratteristiche premium corrisponde anche un prezzo premium.

Il Vive Focus è un visore standalone, il che significa che batteria, processore, schede grafiche e display sono nel device e non in uno smartphone o computer esterno.

Il visore monta un processore Qualcomm Snapdragon 835 come il Lenovo Mirage Solo, ma possiede delle ulteriori caratteristiche che lo rendono “premium”.
Ad esempio, il Focus usa le stesse lenti e display del Vive Pro, quindi offre ha la stessa esperienza visiva di quest’ultimo in termini di risoluzione, campo visivo e performance del display (benché il Focus abbia una frequenza di 75Hz e il Vive Pro a 90HZ).

Con display OLED dalla risoluzione di 1600×1400 pixel per occhio, il Focus offre una risoluzione migliore rispetto al display LCD del Mirage Solo (1280×1440 px per occhio), e poiché usa due display invece di uno, consente anche una regolazione IPD (distanza interpupillare), così da orientare le lenti al punto giusto in modo più preciso per adattarsi ad un più ampio range di utenti.

Oltre ai display, il Focus contiene anche una ventola per il raffreddamento che consente di avere alte performance evitando il surriscaldamento e auricolari nascosti nella cinghia.

Il sistema di tracciamento inside-out (reso possibile grazie alle telecamere frontali) è molto reattivo e quello rotazionale perfetto. Provando il visore per una decina di minuti non si notano scatti dell’immagine, che è un ottimo segno, considerando anche che l’ambiente in cui è stata effettuata la prova era sì ben illuminato, ma c’erano anche molte persone intorno, difficili da gestire per il tracking. Certo, serve più tempo e uno spazio più ampio per mettere davvero alla prova il sistema di tracciamento, ma come inizio sembra soddisfacente.

Il controller che ha solo un sensore di rotazione 3DOF è tutta un’altra storia.
Benché usi la posizione del visore come punto di origine per ottenere una sorta di sensazione “3DOF+”, purtroppo non risulta all’altezza del compito. I dati di rotazione vengono usati per fare una stima dei movimenti, ma raramente rispecchiano quelli effettivi e il tutto finisce per essere molto instabile. Questo accade perché il controller si muove nello spazio con movimenti ampi (in relazione alla posizione della testa) piuttosto che fluidi, e risulta molto innaturale.
Giocando cinque minuti a uno shooter, si deve premere un pulsante per ricalibrare la posizione almeno una volta al minuto.
Per casi d’uso più semplici, come selezionare oggetti sul menù e fare giochi con meno azione, il controller sembra più affidabile.

Dato che il visore utilizza le stesse lenti e display de Vive Pro, non c’è da stupirsi del fatto che la performance visiva sia quasi la stessa. La risoluzione è una spanna in più rispetto ad altri visori VR mobili (molti dei quali usano un singolo pannello da 2560×1440 diviso in 1280×1440 per occhio), e un bel passo avanti rispetto ai visori di prima generazione come il Vive (che ha una risoluzione di 1080×1200 per occhio). Il campo visivo, alla pari col Vive, è abbastanza ampio da perdersi nel mondo virtuale.
L’effetto screen-door è ancora visibile, ma minore se paragonato ad altri visori, e i pixel sono abbastanza compatti da non riuscire quasi a vedere i sub-pixel. L’effetto clouding è riscontrabile in particolari momenti (tipico dei display OLED), ma non è un grosso problema, il ghosting è visibile solo se ci si fa caso nei movimenti veloci. Non è una sorpresa notare anche i “god rays”, bagliori di luce concentrici tipici delle lenti Fresnel usate anche da HTC Vive e Vive Pro.

Il presidente di Vive China, Alvin Wang Graylin, ha detto che grazie al video player da 8K del Vive Focus, la riproduzione video è praticamente alla pari con il Vive Pro. Ciò rende il Focus un ottimo visore per video VR e 360, ma c’è ancora molta strada da fare per costituire una libreria di contenuti video interessanti per visori VR e renderla facilmente disponibile.

HTC ha progettato una fascia per la testa che usa cinghie semi-rigide sia sopra che dietro la testa. Il visore è facile da indossare e la distribuzione del peso si concentra sul viso, ma le fasce riescono a impedire che scivoli via.

C’è ancora la questione del prezzo e del target a cui è rivolto un simile visore. Persino col Lenovo Mirage Solo, che l’azienda intende mettere in vendita a “meno di 400 dollari”, ci si pone la stessa domanda. Si tratta di un visore VR per l’utente medio, ma è difficile immaginare che un utente medio spenda più di 500 dollari per un device di gioco.

Secondo Graylin, il tipo di consumatore che compra una Nintendo Switch potrebbe essere il candidato ideale per il Vive Focus, vista la portabilità del visore, la facilità di installazione e quindi di condivisione. Il fatto che sia compatto lo rende semplice da portare in una borsa, quindi subito disponibile anche per l’uso esterno.

Alla fine sarà il mercato a decidere se c’è un posto per il Focus col prezzo stabilito, decisione che sarà molto influenzata dalla tempistica del lancio del visore e da cosa hanno in programma i suoi competitor, tra cui ricordiamo Oculus, che rilascerà prossimamente il suo visore premium Santa Cruz.

 

[fonte: roadtovr]

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