Recensione HTC Vive Pro: un visore per chi non ha limiti di budget

Due anni fa HTC Vive ha battuto Oculus Rift sul mercato fornendo un pacchetto più completo che aiutasse gli sviluppatori a creare mondi virtuali rivoluzionari in cui l’utente potesse usare mani e piedi per interagire e muoversi in spazi più ampi.
Oggi arriva il Vive Pro, il nuovo visore HTC tra le cui caratteristiche spicca un notevole miglioramento della risoluzione.
Il visore può considerarsi un upgrade da 800 dollari per coloro che possiedono già un Vive. Per chi non ha mai comprato il Vive, il Vive Pro con controller e accessori ha un prezzo di circa 1100 dollari.

HTC assicura che le specifiche minime del Vive Pro sono le stesse del Vive, ma le potenzialità del visore vengono sfruttate al massimo con una GPU di fascia alta.
Usando il Vive Pro con una GTX 1060, l’effetto aliasing nell’immagine annulla del tutto la maggiore risoluzione. L’esperienza è molto meglio con una GTX 1080. Risulta poco pratico usare il visore su un portatile da gioco con uscita HDMI. Il Vive Pro abbandona la connessione HDMI sostituendola con la Displayport, e la combinazione Thunderbolt 3 Dock / laptop causa glitch ed errori, probabilmente dovuti a problemi di compatibilità con l’headset.

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Qualità visiva

Se usato con le specifiche raccomandate, l’impressione generale del Vive Pro è una maggior chiarezza rispetto al Rift e al Vive, per lo meno puntando lo sguardo in avanti. Il Vive Pro infatti sfrutta le stesse lenti del Vive (lenti di Fresnel), che hanno degli anelli concentrici via via meno visibili verso il centro. All’esterno, questi anelli sono più evidenti e la lente distorce la scena virtuale; quindi, puntando lo sguardo direttamente sul bordo della lente, la visione risulta sfocata e distorta.

L’effetto screen door comunque è drasticamente ridotto, ma sono ancora presenti i tipici bagliori intorno alle luci nelle zone ad alto contrasto.

L’aumento della risoluzione offre una maggiore chiarezza nella scena generale, più evidente negli oggetti in lontananza, nei dettagli e soprattutto nei testi.

La risoluzione dei display del Vive Pro è la stessa del Samsung Odyssey e entrambi i visori offrono un livello di nitidezza superiore sia a Vive che a Rift. Probabilmente, la qualità visiva dei visori potrebbe essere influenzata dalla capacità di adattamento dell’headset al singolo utente.

Vale la pena notare che Odyssey e Vive Pro hanno caratteristiche simili (display, lenti, cuffie, cinghie e persino le due telecamere frontali), ma il Vive Pro costa più del doppio dell’Odyssey.

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Audio

Vive Pro è dotato di cuffie on-ear che si adattano solo dopo aver ben regolato il cinturino superiore e stringendo la cinghia sul retro. Rispetto al Rift, appare evidente che, sebbene molto potente, l’audio del Pro manca di bassi rispetto alle cuffie incorporate di Rift.
HTC ha spiegato che si tratta di un problema noto solo su “alcuni titoli” e che “sia gli sviluppatori che il nostro team di ingegneri stanno lavorando per risolvere”.

Ma anche solo usando entrambi i visori come dispositivo audio USB con un brano su YouTube, si ha l’impressione che l’audio del Rift, che è standard dal 2016, sia molto meglio di quello del Vive Pro nel 2018.

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Comfort

Il modo in cui un visore VR si adatta all’utente può avere un enorme effetto sia sulla qualità del suono che del video. Il Samsung Odyssey è poco adattabile e ciò può avere un effetto negativo importante sulla grafica. Il Vive Pro ha avuto miglioramenti significativi rispetto al Vive, come le cinghie, la gestione del cavo e la distribuzione del peso, e ciò consente di avere immagini nitide se regolato correttamente.

Le cuffie on-ear non coprono le orecchie in modo ottimale, quindi l’isolamento acustico non è totale. Forse si tratta di una scelta voluta di HTC per non alienare completamente l’utente dal mondo esterno, tuttavia basta una leggera pressione con le mani per migliorare l’isolamento e la chiarezza acustica.

Se correttamente regolato, il visore si appoggia saldamente sulla testa ed è abbastanza comodo anche per chi porta gli occhiali.
Il peso del visore è ancora sufficiente a non farlo scivolar via con movimenti bruschi della testa.
La fascia è incernierata nella parte anteriore ed è facile indossare il visore tenendolo all’altezza degli occhi e tirando la fascia dietro la testa come un cappello. Tuttavia, proprio la posizione delle cerniere rende impossibile sollevare il visore e allontanarlo dal viso per una rapida occhiata al mondo reale; in tal caso, bisogna affidarsi alle videocamere frontali.

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Esperienza complessiva

Già nel 2016 HTC Vive venne rilasciato con una telecamera, con la quale però non è stato fatto nulla di significativo finora. Oggi il Vive Pro possiede due telecamere frontali integrate il cui scopo non è ancora chiaro. Si può supporre che verranno utilizzate per un hand tracking completo o per contenuti di realtà aumentata.

Inoltre, HTC non ha fatto nulla per rendere la realtà virtuale più accessibile a nuovi utenti, infatti il Vive Pro non è più facile da usare o da configurare rispetto al precedente Vive.
Si può dire che il Vive Pro sia destinato a una nicchia all’interno di una nicchia: il target a cui HTC si rivolge è composto da appassionati, professionisti e aziende, ma è comunque difficile raccomandare una simile spesa, a meno che non si abbia il budget e la necessità di farla.

Comfort e qualità visiva sono certamente un grande passo avanti rispetto al Vive, ma a un costo doppio rispetto a un kit completo, a cui si devono aggiungere i costi per una scheda grafica e un processore di fascia alta per sfruttare al meglio il visore.

Si tratta di un acquisto considerare attentamente.

Per chi ha disponibilità economica e un ampio spazio dedicato alla realtà virtuale, il Vive Pro è una combinazione allettante di tracciamento affidabile, visione nitida e libertà di movimento.

Il Vive Pro sembra la scelta perfetta per sale giochi VR come quelle gestite da IMAX o Neurogaming, dove il comfort e la risoluzione del Vive Pro costituirebbero un netto miglioramento dell’esperienza degli utenti.

Non ci sono ancora dettagli su una licenza di “uso professionale” del Vive Pro; HTC darà notizie in merito a fine mese. Ricordiamo che il prezzo della “Business Edition” di HTC Vive, da utilizzare in sale giochi e dotata di cavo più lungo e assistenza telefonica dedicata è di 1200 dollari.

 

Conclusione

Pensato per una nicchia all’interno di una nicchia, il Vive Pro è consigliato a chi ha uno spazio dedicato alla realtà virtuale e nessun vincolo di budget.

 

[fonte:uploadvr]

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