Come Oculus Go potrebbe rivoluzionare il business

Oculus Go è l’atteso visore all in one che rivoluzionerà la realtà virtuale mobile.

Il visore infatti non necessita né di telefono né di cavi: basta indossarlo per essere catapultati nel mondo virtuale. Così dovrebbe essere la magia della VR.

L’Oculus Go sarà disponibile per il pre-ordine a partire da maggio 2018, quindi raggiungerà i rivenditori presumibilmente entro luglio ad un prezzo di circa 200 dollari (USD).
Prezzo interessante considerato che il Gear VR di Samsung, attualmente il prodotto migliore sul mercato della VR mobile, costa circa 100 dollari ma richiede uno smartphone di fascia alta per far sì che la magia avvenga.

L’hardware di Oculus Go sarà molto simile a quello di un telefono, con accesso a molte app e videogiochi nell’Oculus Store. Ci si aspetta un display più luminoso e vibrante di quello che abbiamo oggi, con un’interfaccia leggera.

I vantaggi per il consumatore sono tanti: un modello familiare di hardware e app store, tanti contenuti, comoda vestibilità e il tutto ad un prezzo abbastanza democratico. Secondo i dati, le vendite di visori VR supereranno i 12 milioni nel 2018 e quelle dei visori stand-alone aumenteranno dal 14,1% a quasi la metà del mercato entro il 2022 proprio per questi motivi.

Le vendite di visori VR ai consumatori sono sempre state problematiche: ciascuno degli ultimi 3 anni è stato definito “l’anno della VR” senza mai esserlo davvero.
Ma Oculus Go potrebbe fare la differenza, non per i consumatori ma per quegli utenti che sfruttano la realtà virtuale per il business.

Il potere della VR di creare connessioni emotive è sempre stato il motivo che la rende tanto interessante.
Il problema di questa tecnologia, però, è che è ancora ingombrante da gestire, e ciò crea “attrito” nella fruizione dei contenuti. Negli ultimi anni di sperimentazione con questa tecnologia i dati raccolti da più di 1000 ore di user test hanno fatto emergere piccole problematiche che limitano l’uso della realtà virtuale, come la riluttanza a rovinare capelli e trucco col visore, paura di sembrare stupidi o di avere la nausea.
Ad ostacolare l’adozione di questo business c’è anche il processo in più fasi per fruire dei contenuti VR: scaricare l’app, avviare il contenuto nel telefono, posizionare il telefono nel visore e così via.

Oculus-Go

La realtà virtuale su smartphone presenta delle problematiche che Oculus Go promette di risolvere. Ad esempio, utilizzando la VR sul proprio telefono, l’esperienza può essere interrotta da chiamate in arrivo o notifiche. Se la batteria del telefono è al minimo, potrebbe essere impossibile mostrare un contenuto VR durante una presentazione con un cliente.
I dispositivi standalone non solo eliminano gli step descritti poc’anzi, ma risolvono anche questi piccoli inconvenienti deleteri per il business.

Infatti, affinché la VR sia davvero uno strumento pratico e quotidiano, deve essere veloce per poter facilitare la discussione e il confronto, ad esempio guardando in VR un problema di progettazione con il cliente e discutendone subito dopo.
Oculus Go contribuirà all’uso “veloce” della realtà virtuale che è fondamentale per questa tecnologia. Esperienze VR più semplici e pre-caricate sul visore rendono designer, commercianti o persino rivenditori narratori di una storia, e non facilitatori di una tecnologia.
Entrare più velocemente in VR è trasformativo: la stessa differenza che c’è tra vedere qualcosa e esserne immersi all’interno.

Oculus-Go-Binary-Compatible

Un altro ostacolo al business VR è il costo percepito. Gear VR o Google Daydream costano solo 100 dollari, ma hanno bisogno di telefoni da almeno 550 dollari per funzionare.
Un imprenditore che cerchi di equipaggiare i suoi venditori con visori VR o di installare questi dispositivi in ambienti di vendita al dettaglio, si assume molti rischi di danneggiamento, rottura o perdita dell’attrezzatura.
Oculus Go permetterebbe invece di avere tre o quattro dispositivi spendendo lo stesso budget.

La tecnologia non deve mai essere un peso per un’azienda e Oculus Go potrebbe essere la soluzione giusta per stimolare lo storytelling aziendale tramite la realtà virtuale.

 

[fonte:vrfocus]

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