Le nuove funzionalità AR di Apple sono la prova che i dispositivi AR indossabili arriveranno

Durante l’annuale developer conference di Apple, Craig Federighi, vice presidente senior del reparto software dell’azienda, non ha deluso le aspettative.
Durante la demo sul palco, ha ripetuto molte volte le parole “non è fantastico?”, ma ha anche fatto qualcosa che Apple non è incline a fare: ha quasi confermato che la società sta lavorando su un dispositivo AR indossabile.

Il “T288″, nome con cui il dispositivo è conosciuto in azienda, potrebbe non venire mai fuori così come potrebbe uscire nel 2020. Ma né Federighi né altri l’hanno mai menzionato. Le parole “indossabile”, “visore” o “smart glass” non sono mai state pronunciate durante la presentazione. Ma nel mostrare gli aggiornamenti di Apple alla sua suite ARKit, che aiuta gli sviluppatori a creare app ed esperienze in realtà aumentata, Federighi ha dato al pubblico della WWDC e al mondo un chiaro segnale che il futuro a cui Apple sta lavorando non sarà sul display di uno smartphone.

Ma facciamo un passo indietro. La suite ARKit, presentata per la prima volta alla WWDC dello scorso anno, era poco più che un banco di prova. “Ogni app era un’isola”, afferma Matt Miesnieks, CEO di 6D.ai, una società che sviluppa infrastrutture software per il cosiddetto cloud AR. “C’era un aereo e si poteva giocare con quell’aereo e basta. Ciò che mancava era la possibilità del multiplayer e la persistenza.”

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ARKit 2.0, che Federighi ha descritto ieri, aggiunge persistenza e possibilità di esperienze condivise, qualità che le demo sul palco di Apple hanno mostrato alla perfezione. Ad esempio, è stata mostrata un’app con cui poter giocare a lanciare proiettili con una fionda contro le barricate dell’avversario, o un’esperienza Lego con cui vivere un’avventura cooperativa con edifici, personaggi e persino veicoli virtuali partendo da una vera costruzione Lego. E grazie a una serie di altri aggiornamenti ARKit come il rilevamento di oggetti 3D e luci più realistiche, le esperienze risultavano più fluide, più realistiche e più avanzate rispetto a tutte le altre mostrate su dispositivi AR di consumo. (C’era anche Measure, un’app più pratica per la misurazione degli oggetti.)

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Tuttavia, entrambe le esperienze sono avvenute tramite iPad. Un iPad tenuto a debita distanza. Ed è qui che Apple ha scoperto le sue carte. “Penso che ci sia un limite per la realtà aumentata mobile stabilito dal tempo massimo in cui si può utilizzare una funzione AR tenendo la mano sollevata”, afferma Alexis Macklin, analista di Greenlight Insights, un’azienda di market intelligence focalizzata sulla realtà virtuale e aumentata. Measure è un ottimo esempio di quanto l’AR mobile possa aggiungere valore alla vita delle persone oggi: basta prendere il telefono per sapere la lunghezza di un divano o l’altezza di una tenda, ma il futuro più pervasivo della realtà aumentata sta nell’essere lì quando ce n’è bisogno, senza doverla estrarre dalla tasca.

“Ci sono alcuni buoni casi d’uso per l’AR mobile, ma non è quello l’obiettivo finale”, afferma Miesnieks.

In realtà, quindi, l’accento che Apple pone sulla persistenza e sulle esperienze condivise si riferisce alla realtà aumentata a cui si arriverà nei prossimi anni, non a quella che si fa strada nelle nostre vite oggi.
“Chi sta lavorando sulla condivisione e sulla persistenza sta facendo un lavoro molto importante per risolvere quei problemi nel lungo termine, ma i consumatori devono capire che non sono condizioni imprescindibili per cui la realtà aumentata non possa essere adottate sin da ora“, dice Tony Parisi, Global Head VR/AR di Unity Technologies. “Diventeranno problemi significativi nel tempo, quando l’utilizzo sarà più sofisticato.”

Le developer conference non sono più conferenze solo per sviluppatori, ma eventi pubblici in diretta streaming. Ciò offre ad aziende come Apple un’ottima opportunità per seminare due terreni contemporaneamente. Con la capacità di ARKit 2.0 di supportare la persistenza e le esperienze condivise, Apple sta dando ai suoi sviluppatori gli strumenti per creare applicazioni ed esperienze che potrebbero non essere perfettamente adatte ai dispositivi di oggi. Ma sta anche mostrando ai consumatori cosa è possibile. Niente di sconvolgente, ma nemmeno di ipotetico. Non è una promessa grandiosa come quella di Magic Leap, ma l’introduzione a una tecnologia che secondo Apple ridefinirà il modo in cui gli esseri umani usano i computer.

“Abbiamo già la prova che Google sta lavorando a un visore AR”, afferma JC Kuang, un altro analista di Greenlight. “E la cosa che mi ha colpito di più è il modo in cui le funzionalità di ARKit 2.0 siano simili al nuovo ARCore di Google. Questo ci dà ulteriore conferma che entrambe le aziende stanno andando nella stessa direzione.”

Il viaggio, ovviamente, è solo all’inizio. Ed è qui che arrivano gli sviluppatori e i supporti per iPad. “Stanno spingendo l’AR sui telefoni per assicurarsi di uscirne vincitori quando i visori arriveranno“, dice Miesnieks di Apple. “Non si può aspettare l’uscita dei visori per poi recuperare in tutta fretta dieci anni di ricerca e sviluppo sul software.”

 

[fonte:wired]

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