Esperimenti VR nello spazio per studiare gli effetti della gravità sul coordinamento occhio-mano

Lo studio francese dall’appropriato acronimo “GRASP” – Gravitational References for Sensimotor Performance (riferimenti gravitazionali per prestazioni senso-motorie) – fa parte di un più ampio progetto per ampliare la conoscenza degli adattamenti senso-motori e delle patologie vestibolari guidato dal Dr. Joe McIntyre del College de France a Parigi.

L’astronauta Alexander Gerst partecipa agli esperimenti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale utilizzando un Oculus Rift modificato per sperimentare attività simulate come afferrare oggetti fluttuanti in assenza gravità. Un motion tracker 3D che si aggiorna in tempo reale risponde ai movimenti della mano, del braccio e del corpo. Il visore è stato anche aggiornato per questo studio con un sensore a infrarossi da indossare in vita che fornisce informazioni sulla posizione del corpo dell’utente in relazione ai movimenti del braccio.

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La ricerca di McIntyre e del suo team aiuterà la scienza a “capire meglio come il sistema nervoso centrale integri informazioni provenienti da diverse sensazioni (ad esempio vista o udito), codificate in diversi fotogrammi di riferimento, al fine di coordinare la mano con l’ambiente visivo”, stando alla descrizione del progetto della NASA.

La gravità è l’oggetto di maggior interesse su cui verte questo studio. Gli stessi esperimenti vengono replicati sulla Terra in diversi modi per confrontare le differenze di velocità, regolazione ed efficacia della coordinazione occhio-mano con e senza gravità.

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“Ci affidiamo a una vasta gamma di approcci sperimentali, utilizzando sia gli animali che gli esseri umani, e uniamo attentamente questi diversi livelli di indagine in un più ampio contesto”, ha affermato il team di ricerca in una dichiarazione online.

“La comprensione di base acquisita dagli esperimenti eseguiti con e senza gravità verrà applicata per diagnosticare e curare meglio le disfunzioni patologiche che, a loro volta, potrebbero consentire nuove intuizioni sulla funzione cerebrale sana”.

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Nello specifico, secondo l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per cui Gerst lavora, questa ricerca assistita dalla VR mira a “trattare i disturbi relativi a vertigini e capogiri, equilibrio, orientamento spaziale e altri aspetti del sistema vestibolare”.

Inoltre, l’applicazione della realtà virtuale nella sperimentazione della coordinazione occhio-mano nello spazio aiuterà gli astronauti a prepararsi a muoversi nello spazio. Secondo l’Agenzia, da questa ricerca potrebbero nascere modi migliori per controllare i robot da remoto. Questa maggiore capacità di controllo a distanza potrebbe potenzialmente migliorare la robotica in chirurgia e in altri casi in cui è necessario gestire le apparecchiature da lontano.

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Gerst non è il primo astronauta a utilizzare la tecnologia VR a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Nel 2016, l’astronauta dell’ESA Thomas Pesquet ha testato questo sistema VR specializzato, soprannominato Perspectives VR Gear, ancor prima che fosse reso disponibile sulla Terra.

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Gerst fornisce nel suo blog anche una panoramica sulla sua sperimentazione con la gravità e la coordinazione occhio-mano e le sue esperienze complessive come parte della Missione Horizons sulla SSI.

 

[fonte:vrscout]

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