Il prossimo obiettivo della VR: conquistare rapidamente nuovi utenti

Osservando attentamente le ultime novità sulla realtà virtuale, si nota un importante trend in via di sviluppo: i produttori di visori stanno cercando di rendere la VR più facile da usare per i nuovi utenti.

Nel corso dell’ultimo anno, molte aziende hanno cercato chi più chi meno di sfruttare il potenziale della tecnologia negli spazi pubblici. Famosi sviluppatori di software hanno cominciato a creare giochi pensati apposta per determinate location dove i visori passano da persona a persona. Oculus ha iniziato a donare visori Rift e Go a musei e scuole per promuovere l’uso di massa della realtà virtuale e sta nel frattempo sviluppando una funzione di condivisione dello schermo con cui gli utenti esperti di Go possono guidare i nuovi utenti. Anche HTC sta lavorando a una simile funzionalità di streaming dei contenuti per il suo visore standalone Vive Focus.

Un altro recente esempio è l’Acer OJO 500, un visore Windows Mixed Reality apparentemente molto simile nelle funzionalità con il modello precedente. Tuttavia, OJO 500 è “progettato per essere smontato”, in particolare con una fascia asportabile. Se da una parte ciò semplifica la pulizia e la manutenzione, il motivo principale di questa scelta è per supportare “la condivisione del dispositivo tra più utenti in contesti familiari o aziendali”.

Acer e altri produttori di visori hanno capito che, negli spazi pubblici, le persone aspettano troppo tempo in fila prima di poter effettivamente utilizzare i dispositivi, cosa che trasforma l’iniziale entusiasmo in disincanto. In alcuni casi, la soluzione sarebbe semplicemente avere già il dispositivo regolato e pronto all’uso. La fascia rimovibile di OJO 500 consente a chi è in coda di ricevere una seconda fascia e completare la maggior parte del processo di vestizione prima che l’altro utente termini la sessione in corso.

Una delle conseguenze forse sfortunate della “semplicità di configurazione” è la sostituzione di componenti avanzati con altri più facili da installare e disattivare. Acer lo sta già facendo con OJO 500. Questo significa che le cuffie over-ear e in-ear saranno sostituite da altoparlanti on-ear e near-ear, più schermi flip-up e guarnizioni meno aderenti su viso e occhi.

Risolvere i problemi hardware è solo un pezzo del puzzle. Per alcuni visori che si appoggiano su PC, il processo di configurazione del software rimane fastidiosamente lungo. Anche con visori e controller già configurati, capita che in stazioni demo pubbliche dei Microsoft Store gli utenti inesperti assistano a errori e intoppi dei driver nella selezione delle app di Windows.

Pare che tutti i principali produttori di visori VR abbiano compreso che i dispositivi devono essere più semplici da utilizzare per non rischiare di perdere potenziali clienti. A seconda della propria opinione sulla realtà virtuale in generale, si possono considerare queste ultime mosse dei produttori come normali passi evolutivi di questa tecnologia o come tentativi di farla sopravvivere a tutti i costi. Per i più pessimisti, la tecnologia della realtà virtuale sta morendo; per produttori e ottimisti, invece, si sta realizzando una crescita lenta ma costante di una tecnologia innegabilmente trasformativa.

Certo, i cambiamenti che rendono la realtà virtuale più facile per i nuovi utenti sono positivi, a patto che non compromettano il comfort o l’immersione degli utenti esperti. Date le recenti tendenze, il peggio che potrebbe accadere è che i futuri dispositivi VR inizieranno a essere venduti di default con componenti e configurazioni per musei, obbligando gli utenti a personalizzare il dispositivo con acquisti di parti aggiuntive per ottimizzare l’immersione.

L’ideale sarebbe che i produttori di hardware si rendano conto che brevi sessioni demo in spazi pubblici e sessioni private ad uso domestico hanno esigenze diverse e trovino quindi un modo per soddisfare entrambe le tipologie di utente. Il giusto compromesso potrebbe essere un visore progettato e venduto specificamente per uso domestico, ma che sia personalizzabile per uso pubblico a spese di enti e aziende che vorranno farne uso.

 

[fonte: venturebeat]

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