La VR nel trattamento dei disturbi alimentari

L’insoddisfazione corporea ed una forte preoccupazione per il proprio aspetto fisico sono antecedenti comuni nei disturbi del comportamento alimentare (eating disorders, EDs). Il disturbo dell’immagine corporea (body image disturbance, BID) è considerato un fattore chiave nello sviluppo, nella manutenzione e nella ricaduta dell’anoressia nervosa (AN). L’anoressia nervosa infatti è stata descritta in termini di deficit percettivo collegato alla stima della propria misura corporea.

La VR, presentandosi come esperienza altamente coinvolgente, permette di indurre illusioni sulla piena proprietà del corpo: utilizzando una prospettiva in prima persona e fornendo una stimolazione visuo-tattile sincrona si puo indurre nel partecipante l’illusione di avere sembianze fisiche molto distanti da quelle reali (full body ownership illusion).

Infatti, nonostante i corpi virtuali possano apparire drasticamente diversi dai corpi reali dei partecipanti in termini di dimensioni, altezza, colore della pelle o età, questi possono ancora sperimentare una forte sensazione di illusione circa la proprietà corporea.

Per la prima volta, due recenti studi condotti nel 2018 utilizzano la VR per valutare e trattare il BDI. I partecipanti presi in considerazione hanno età compresa tra i 18-55 anni, questo elemento permette di valutare come la rappresentazione mentale circa il proprio corpo varia in funzione dell’età.

Durante la sperimentazione in VR i partecipanti, posti di fronte ad uno specchio, vedevano riflessa la loro immagine corporea virtuale, la quale, in base alle diverse condizioni, poteva avere caratteristiche fisiche molto diverse dai corpi reali dei partecipanti. Questi dovevano indicare quale immagine corporea virtuale meglio si adattasse alla rappresentazione mentale circa la propria immagine corporea.

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Esempi di Avatar: da una corporatura esile ad una robusta.

Gli studi presi in considerazione evidenziano come le persone comprese tra i 18-25 anni abbiano una rappresentazione mentale, circa il proprio aspetto corporeo, meno stabile e aderente alla realtà, fattore di rischio per lo sviluppo di EDs.

I partecipanti che selezionano un corpo virtuale non corrispondente al loro corpo reale, in termini di fisicità, sono più propensi a mettere in dubbio l’accuratezza della loro rappresentazione mentale. Essi, di conseguenza, sono più propensi ad ammettere il loro BDI e a sviluppare una nuova rappresentazione, circa la loro corporeità, più realistica ed aderente.

Quindi, l’illusione sulla piena proprietà del proprio corpo, e più in generale la tecnologia VR,  si configura come metodologia capace di migliorare l’efficacia dei trattamenti rivolti ai disturbi del comportamento alimentari, con particolare attenzione all’anoressia nervosa.

 

Fonte: An intervention protocol proposal to modify the body image disturbance using Virtual Reality.

 

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